venerdì 4 maggio 2012

Se Heidi è un business

Fino a Giulietta uno ci arriva. Si chiama sospensione della realtà, un cono dentro il quale ci infiliamo ogni volta che comincia E.T., oppure quando certe pagine portano Alice nel paese delle meraviglie. Finché si tratta ancora di Giulietta, la sospensione della realtà ci può fare a pieno titolo compagnia pure da turisti, da visitatori, non solo da lettori o da spettatori. Si arriva a Verona, e certamente si corre a vedere la casa di Giulietta. Pur sapendo benissimo che quella Giulietta lì non è esistita mai, che la casa dei Cappello ha solo una vaga assonanza con il cognome dei Capuleti, e che qui - diciamo tutta la verità - Shakespeare non è venuto mai.
Però si sospende la realtà, e si va.
Ma Heidi? Ecco, il punto è Heidi. Il punto è il villaggio di Meienfeld, trenta chilometri dall'aeroporto di Zurigo, dove attirano turisti grazie al fatto che accipicchia qui c'è un mondo fantastico. Il mondo di Heidi. Sospensione, sospensione, sospensione della realtà. Un trenino attraversa le montagne e ripercorre il sentiero che Heidi imboccò quando la prima volta seguì il nonno. La prima fermata è alla fontana di Heidi, un blocco di pietra, una gigantesca area per il pic nic là attorno. Poi una freccia indica Francoforte, laggiù, a 368 km. E ovviamente c'è la casa di Heidi, con i suoi vestiti nel guardaroba. C'è pure il museo di Heidi, che cosa potrà custodire, forse la dentiera del nonno, i fermagli della signorina Rottermaier. Tutto torna. Uno deve cominciare a preoccuparsi solo se gli sorridono i monti e le caprette gli fanno ciao. Si può persino dormire nell'hotel di Heidi, 122 euro a notte per una doppia, in bagno al posto del borotalco ci sarà neve bianca che sembra latte di nuvola.
E comunque. Certo, uno ci va perché ci porta i bambini.
Solo che viene da chiedersi perché a Collodi no, perché nella casa di Pinocchio l'unico dettaglio d'epoca siano i panini che citano il 1883. Mentre a Genova manca la casa di Bocca di Rosa e a Napoli non c'è una targa al basso di Filumena Marturano, vico San Liborio, dove peraltro davvero credono che Filumena sia esistita.

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1 commento:

Idefix ha detto...

non so forse perchè inventarsi una casa finta di un personaggio adorabile ma finto fa molto svizzera. Che è un po' finta. O forse, invece, un po' di sospensione della realtà farebbe molto bene pure a noi qua in Italia. Certo che invece della casa di Filumena Marturano, se proprio devo sospendere la realtà allora voglio il convento di Fra Pasqale da Casoria, che almeno è più allegro.